L'altalena tra significato e significante

«Questo vino è una vera poesia!». «Se ci metti un po’ più di poesia anche un lavoro ingrato può diventare piacevole!»

Capita di trovare nel nostro linguaggio comune l’uso della parola poesia, ma proviamo a scoprire insieme che cosa si intende per “poesia”.

Si può dire che nel linguaggio umano c'è una funzione che tende a mettere in evidenza in modo particolare il linguaggio stesso, ad attirare l'attenzione sulle sue caratteristiche formali.

Ebbene questa è la funzione poetica. Ciò ovviamente non significa che le opere poetiche siano prive di contenuti; vuol dire semplicemente che nella comunicazione poetica, la forma è importante almeno quanto il contenuto.

Bisogna tener presente che quando si parla di poesia, solitamente intendiamo due concetti: da un lato, un tipo particolare di discorso parlato o scritto che si distingue da altri modi di comunicazione; dall'altro, invece, un'attribuzione di valore per cui usando il termine "poesia" ci riferiamo a qualcosa di bello, di importante, di elevato, di commovente, di rasserenante, di meritevole di stima o di attenzione, e così via.

Provo ad essere più chiara. Nel parlare comune, la parola "poesia" ha due significati: possiamo riferirci ad un discorso o ad un ragionamento o ad una comunicazione, dove prevalgono elementi di ritmo e cadenze, di ripetizioni, di immagini che alterano i significati immediati e che conferiscono, oltre ai primi, anche altri significati. Per un altro verso, quando noi diciamo "questa è poesia", intendiamo in genere qualcosa di nobile, sublime addirittura, di emozionante, ad esempio possiamo definire poetico un tramonto.

   In questo contesto, parlando di poesia ci riferiamo alla prima interpretazione. E possiamo dire che, da un punto di vista formale, oggi, per "poesia", intendiamo una composizione, un testo solitamente non lungo, nel quale sia possibile identificare un certo sistema che è indicato graficamente dagli "a capo" (e ci riferiamo ai versi) e poi anche da un congegno di pause maggiori, che separano una unità ritmica da un'altra (ossia le cosiddette strofe che impariamo a conoscere fin dalla scuola elementare).

Che cos'è, dunque, una poesia? Schematizzando, si possono utilizzare due termini della linguistica: significante e significato.


Significante
(l'immagine acustica: ritmo, musicalità, metrica).

Significato (il concetto che il significante esprime).

Per metrica s'intende l'insieme delle leggi che governano la composizione e la struttura dei versi. Non dobbiamo pensare che la metrica, sia qualcosa di completamente artificioso. Difatti un certo ritmo che è alla base di un determinato verso (ad es. l'endecasillabo, il più usato nell'italiano: "Divina Commedia", poemi epico-cavallereschi, i sonetti di Petrarca, l'Infinito di Leopardi, ecc.) è qualcosa di connaturato nella lingua. Non si tratta dunque di un artificio della poesia colta. Si pensi ai poeti popolari estemporanei (improvvisatori) [tra i più famosi: Benigni, Riondino, Guccini] che si sfidano nelle osterie a colpi di endecasillabi strutturati in ottave, rispondendosi "per le rime". Non è necessario saper leggere e scrivere per apprendere l'arte di improvvisare ottave, e questo tipo di poesia popolare, ci riconduce all'oralità degli antichi cantori greci che operarono in un'epoca precedente all'introduzione della scrittura alfabetica.

Intendiamoci, la poesia consiste nella fusione di significante e significato, di forma e contenuto. E una poesia si può dire riuscita quando esiste una perfetta corrispondenza tra questi due elementi.

Una prosa o dei pensieri scollegati tra loro, non è sufficiente distribuirli in versi per trasformarli in poesia!

Vi sono poesie dove il contenuto sembra avere un'importanza maggiore (ciò avviene quando il messaggio è più chiaro, diretto, facilmente comprensibile), rispetto ad altre poesie in cui è la forma a farla da padrone.

D'altronde, Alberto Moravia in una intervista affermò qualcosa del genere: «Credo che, a prescindere dal talento, dalle qualità letterarie, dal successo e dalla fortuna, che separano un grande e famoso scrittore da un altro piccolo e ignoto, le sensazioni, il metodo, il percorso creativo, le emozioni, la cosiddetta "ispirazione", possono essere molto simili; fermo restando le peculiarità caratteriali, del modo di essere e quant'altro, che caratterizzano ciascun individuo e dunque ogni scrittore»

Armiamoci, dunque, di penna e calamaio e saliamo sull’altalena del significante e del significato per donare quel piccolo verso che può migliorare il mondo!


Ludovica Mazzuccato

 

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